I VIGNETI

La coltivazione della vite è il destino naturale di questa terra; la buona composizione del terreno, tipico dei rilievi preappenninici, e il clima, mediterraneo e parzialmente montano, creano l’ambiente ideale per i vigneti, non a caso una delle colture storicamente presenti sul territorio.

Il vigneto di Filodivino è esposto ad Sud-Ovest, su un versante uniforme, caratterizzato da morbide pendenze; la posizione risulta ottima per la pianta, che infatti gode di una buona ventosità proveniente dal mare. Il clima è contraddistinto da significative escursioni termiche tra il giorno e la notte, essenziali per produrre grappoli con una straordinaria concentrazione zuccherina e una spiccata acidità.

I terreni sono in fase di conversione da un’agricoltura di tipo tradizionale al biologico, le attività sulla vite sono condotte manualmente, con la massima cura e l’impegno quotidiano in vigna. Filare per filare, pianta per pianta, ogni parte, dalla radice al germoglio, viene monitorata in maniera meticolosa. Grazie al lavoro certosino e alla passione quotidiana si ottengono uve perfettamente sane e ricche di sostanze e profumi.

La potatura verde, la cimatura, la defogliazione e il diradamento dei grappoli sono solo alcune delle operazioni che si compiono in vigna, seguendo l’evoluzione vegeto-produttiva delle viti.

Vengono piantate rose all’ingresso dei filari, chiamate in gergo “piante spia” perché manifestano in anticipo eventuali malattie o attacchi parassitari a cui può essere esposta la vite, così da agire in via preventiva senza appellarsi a successive cure drastiche.

Si ricorre al sovescio, tecnica secondo la quale, alternate alle viti, crescono colture erbacee, quali le leguminose, al fine di favorire la fertilizzazione del terreno e preservarlo da fenomeni erosivi.

In queste vigne, baciate dal sole e rinfrescate dalla brezza marina, il rapporto tra uomo e la vite è intimamente intrecciato ed emerge con la forza di una storia costruita sul campo. In queste valli il magico equilibrio tra uomo e natura, tra vigneto e contadino, dura da secoli: preservarlo è nella filosofia produttiva di Filodivino.

Verdicchio e Lacrima

Filodivino ha scelto di abbracciare la tradizione, credendo fermamente nei due vitigni autoctoni per eccellenza, che producono due DOC locali, il Verdicchio dei Castelli di Jesi e la Lacrima di Morro d’Alba. Entrambi ricchi di potenzialità, dal forte carattere, espressione di una tradizione aperta al progresso della viticoltura.

Così come il terreno su cui si basa l’azienda agricola è stato scelto per la copertura in parte già vitata, per l’esposizione, per la qualità del terreno e per il suo essere in collina e a due passi dal mare. Ma anche per la capacità di accogliere nuovi filari e nuove strutture.

I lavori iniziali hanno visto un forte impegno in campo per recuperare i vigneti abbandonati, sono state espiantate le viti morte, procedendo poi alla potatura a guyot, che ha condotto ad un raccolto quantitativamente minore, ma di notevole qualità. Lo stesso terreno è stato rianimato, ricominciando a gestirlo in maniera ortodossa e continuativa.

Accanto agli storici vigneti di Verdicchio e di Lacrima, rispettivamente di 35/40 anni i primi e di 10 i secondi, Filodivino ne ha impiantati di nuovi nel 2016, per allargare la famiglia e la produzione, per garantire una continuità. Un ringraziamento speciale va all’Azienda Agricola Mancinelli, per aver ceduto alcuni suoi innesti di Lacrima: un buon esempio di unione che fa la forza.