Persone

Succede che il richiamo della terra crei legami forti, accenda passioni profonde e faccia nascere sogni che diventano realtà.
Se tutto ciò accade è figlio di un percorso, a volte tortuoso e che parte da lontano.
Ed è successo che cinque uomini, ciascuno con la sua storia, ma uniti dalla stessa passione si siano ritrovati a cullare lo stesso sogno.
Il vino è il filo che ha legato le cinque storie, annodate dalla concretezza della terra e dal lavoro di ogni giorno.
Filodivino ha trovato casa nelle Marche, luogo abbastanza vicino per essere trovato, sufficientemente lontano per essere una meta.

ALBERTO

Alberto Gandolfi, Rapallo, classe 1961

Sono nato con un destino da imprenditore già segnato, ho studiato prima Fisica poi Informatica ma mai con grande entusiasmo: preferivo sporcarmi le mani, smontare e rimontare le cose, capirne l’origine e il funzionamento. Nel 1986 sono entrato nell’azienda di papà Dino: dopo un importante periodo di apprendimento, ho deciso che occorreva un nuovo Management, giovane e motivato, composto da Francesco, Gian Mario e Paolo. Siamo diventati amici, insieme abbiamo preso decisioni coraggiose, sviluppato business e relazioni. Poi la bufera della crisi economica, che rischiò di metterci in ginocchio, ma siamo rimasti uniti l’abbiamo superata; proprio da lì è nato in noi un nuovo impulso, quello di pensare realmente a noi stessi e decidere cosa fare “da grandi”. E’ proprio con loro che intraprendo il nuovo viaggio verso l’età adulta, verso le Marche e il nostro vino, verso la creazione di un prodotto al contempo emozionale e dalle caratteristiche sensoriali eccellenti.

Passioni
Il mare e la barca a vela, microcosmo dove la comunità e le relazioni raggiungono la loro massima potenza, nella calma e nella tempesta. Una grande scuola di vita, che mi ha insegnato a raggiungere le mete preposte, lavorando insieme verso un obbiettivo comune.

Dobbiamo a lui…
Filodivino ha ereditato da Alberto la sua natura ospitale, dove il vino è solo una parte dell’atmosfera accogliente e condivisa. E’ stato lui a forgiare il DNA del progetto, ampliando il concetto di azienda vitivinicola a vera e propria casa, dove accogliere i viaggiatori e condividere il lavoro e la passione, come si fa in famiglia e come avviene da anni tra di loro. Senza la sua caparbia e la sua raffinatezza, Filodivino, così com’è, non esisterebbe.

FRANCESCO

Francesco Forte, Palermo, classe 1961

Sono nato con un animo da viaggiatore, perennemente attratto dalla scoperta, mai sazio di esperienze.

Tra un volo e l’altro, mi sono laureato in Scienze Politiche per poi conseguire l’MBA all’Università Bocconi di Milano, continuando a lavorare, sperimentare, esplorare con grande ottimismo. La famiglia è il mio orgoglio più grande, ho due splendide figlie che sono il motore della mia energia, l’origine e la fine delle mie giornate. La decisione di mettere radici nelle Marche, questo piccolo mondo ancora poco conosciuto, rappresenta il viaggio definitivo, dove il vino, simbolo di legame e comunione, capace di creare dialogo anche tra persone molto diverse e geograficamente lontane, è l’elemento centrale e la forza trainante. E’ senz’altro l’aspetto che rende questo prodotto affascinante, che ha legato indissolubilmente le nostre storie lavorative e private e che ci ha spinti a basare su di esso il nostro futuro.

Passioni
Viaggi, Cucina e Fotografia, che poi sono parte dello stesso Tutto. L’amore per la natura è lo stimolo che mi spinge a viaggiare e scoprire, per poi sperimentare, anche in cucina, l’unicità dei diversi luoghi, le tante latitudini calpestate. Mentre la fotografia mi serve a immortalare questi momenti, le persone, le situazioni.

Dobbiamo a lui…
La visione internazionale di Francesco, la sua fame di conoscenza e la voglia di innovare sono qualità che oggi appartengono al progetto, proprio grazie a lui. Senza scordare la scelta di offrire un servizio di alta qualità, pur restando genuini e piacevolmente alla mano.

Gianmario

Gian Mario Bongini, Legnano, classe 1962

Nasco con la campagna nel sangue: io e la mia famiglia abbiamo prodotto cereali per generazioni e fin da tenera età guidavo il trattore, mentre mio zio e mio padre caricavano paglia e fieno. Crescendo decisi di iscrivermi alla Facoltà di Economia e Commercio e fu durante il periodo di studi che, grazie ad un caro amico, m’innamorai delle Marche: rimasi folgorato dai colori delle colline, dai sapori autentici, dalla cordialità della gente. Questo colpo di fulmine, dovuto anche al mio profondo legame con la terra e l’agricoltura, rimasto vivo nonostante gli anni di finanza, mi hanno spinto a tornare ogni anno in questa regione. Quando io e i miei amici pensavamo a come reinvestire gli utili della nostra società, non ho avuto alcun dubbio: un terreno vitato era la scelta migliore, in particolare quella fetta di territorio che unisce Jesi e Senigallia, patria di Lacrima e Verdicchio.

 

Passioni
Ovviamente il vino, il mio primo grande amore. Di una bottiglia mi piace studiare l’origine, capire e valutare le scelte enologiche, giudicare  il risultato in termini di profumi e sapori. Dopo di che spazio da un interesse all’altro: corro almeno 5 km quasi ogni giorno e colleziono monete antiche, in particolare le Lire della Repubblica Italiana; la finanza, nel senso di trading su titoli, è sempre stata una mia passione, diventata poi lavoro. Sono un viaggiatore, ma parto meno spesso di quanto vorrei, perché mi piace farlo con calma, entrando nelle usanze e nei ritmi dei popoli che mi ospitano. La premura del turista odierno non mi appartiene.

Dobbiamo a lui…
La scelta di investire in campo agricolo e soprattutto la decisione di farlo nel magico territorio marchigiano.

Matteo

Matteo Chiucconi, Ancona, classe 1978

Sono nato con un sogno che non avrei mai potuto contenere in un cassetto: diventare un viticoltore. Con questa passione nel sangue, ho rincorso mio nonno in vigna per tutte le vacanze estive, da tempi immemori, per poi approfondire la pratica sui libri. Una laurea in Agraria non mi bastava e così, tra un lavoro e l’altro, mi sono specializzato in Enologia a Firenze: iniziare dai rudimenti basici dell’agricoltura e poterli immediatamente riscontrare sul campo hanno incrementato giorno dopo giorno l’entusiasmo per il vino, che avevo già nel sangue.

Il campo marchigiano, però, mi andava stretto, dovevo vedere oltre. La Toscana è stata la mia prima “seconda casa”, il primo contatto con filosofie e vitigni diversi dalla mia tradizione, dove ho vissuto sulla mia pelle l’adrenalina della start-up. La California mi ha insegnato ad apprezzare i vini del mondo, mi ha aperto la mente e contagiato della sua irrefrenabile gioia di vivere. In Australia ho vissuto la realtà della custom crush, con i suoi pregi e difetti, ho ascoltato cosa dicono le voci degli esperti al di là del mondo e incamerato nuove visioni. Poi la Grecia, che mi ha permesso di dirigere un’azienda, prendendo decisioni cruciali in relativa autonomia, dal cambio di etichetta alla produzione di vini dal taglio alternativo.

Tornare a casa con gli occhi pieni di esperienze mi ha spinto a creare una realtà tutta mia, gli Angeli di Varano, e di abbracciare con emozione il progetto di Filodivino, per il quale sono l’enologo ufficiale. Mi sono innamorato della loro passione, ci siamo riconosciuti e stimati sin da subito e con una stretta di mano è iniziata la nostra collaborazione, partita dalla ricerca del giusto appezzamento e che si rinnova quotidianamente, grazie alla fiducia reciproca e alla libertà di esprimermi, che mi concedono ad occhi chiusi.

Passioni
La mia più grande passione è la sfida in campo enologico: la curiosità mi spinge sempre verso nuovi progetti e collaborazioni e il mio essere bastian contrario capovolge ogni dato di fatto, permettendomi di evolvere ogni giorno un po’. Mi piace azzardare, spingermi oltre e stupirmi.

Non a caso il mio vino preferito è quello che devo ancora fare.

Dobbiamo a lui…
Ha saputo dare un valore anche alle vendemmie meno perfette, lavorando fase per fase per creare un senso e un sapore dove non sembravano esserci. E soprattutto trattando le uve di Filodivino come se fossero le sue.

Paolo

Paolo Dominioni, Milano, classe 1965.

Nasco con il ritmo milanese nel sangue, dettato dalle esigenze dell’economia e dei clienti. Una vita professionale, la mia, cresciuta nell’industria manifatturiera, nella progettazione e nella produzione. Ad ogni angolo della mia vita, un orologio che strizzava l’occhio al fatturato più che alla naturalità degli eventi, i ritmi legati alla produzione in tempi record, alla massimizzazione.

Quando un giorno, mi sono detto che la frutta e la verdura non nascono tra I banchi frigo di un supermercato. Che un uomo merita di rispettare la materia di cui è fatto, di seguire la stagionalità dei prodotti e degli avvenimenti. Filodivino rappresenta per me una rinascita: è la celebrazione di un’amicizia profonda, è la glorificazione di un prodotto che nasce e cresce con il nostro aiuto, ma secondo il ritmo che Natura comanda.

Passioni
La voglia di divertirmi e la sana competizione che ho provato negli anni di gioventù ancora m’appartengono. La montagna ha fatto parte di me sin da bambino e sciare è una delle cose che mi riesce meglio. In età più matura sono passato alla barca e alle regate, senza dimenticare la grande avventura di essere padre, iniziata con i miei 50 anni. E infine viaggiare, esplorare, imparare camminando dalla Patagonia al Laos, dal Nepal alla Namibia e così via.

Dobbiamo a lui…
Il nome Filodivino: coniato da Paolo, come risultato della storia lavorativa e personale che li ha uniti. Si sono conosciuti diventando soci di una compagnia che produce un filo, il cui successo ha permesso l’inizio di questa avventura nelle Marche. Il gioco di-Vino ha dato un senso alla continuità e un attributo alla passione che lega i soci.